L’economia del territorio di Fiumicino

I territori pianeggianti del Comune di Fiumicino sono stati oggetto di bonifiche sia idrauliche e integrali tra il XIX e XX secolo; che li hanno trasformati in una piana attraversata da canali artificiali di poca profondità, idonei all’uso agricolo. La vocazione agricola delle zone collinari a nord risale ai tempi degli Etruschi e dei Romani.

In generale questi terreni costituivano latifondi di proprietà delle grandi famiglie della nobiltà romana sin dalla caduta dell’Impero.

A seguito della riforma agraria dell’Ente Maremma, negli anni Cinquanta del secolo scorso, parte dei latifondi è stata suddivisa in poderi agricoli di 10-15 ettari, dando l’avvio al popolamento delle località presenti in questo vasto territorio. Eccezione fanno l’area di Maccarese con la sua Azienda Maccarese (di proprietà dell’Istituto per la Ricostruzione Industriale dal 1929 al 1998, poi proprietà del Gruppo Benetton), i terreni di Torre in Pietra che dal 1926 sono stati inclusi nell’omonima Azienda (a tutt’oggi esistente, sebbene frazionata) e la tenuta agricola di Palidoro (di proprietà del Pio Istituto Santo Spirito).

La popolazione è aumentata significativamente dagli anni Sessanta, quando è stato costruito e messo in funzione l’Aeroporto Leonardo da Vinci e, parallelamente, si sono sviluppati insediamenti costieri a fini prevalentemente turistici. Il comparto edile è diventato l’elemento trainante dell’economia locale e rimane una delle voci principali.

Fatta eccezione dell’indotto aeroportuale, non si registrano nel territorio imprese pertinenti al comparto industriale; i settori principali sono agro-zootecnico, ittico, cantieristico nautico, turistico e artigianale. Tuttavia, l’artigianale è prevalentemente formato da piccole-medie imprese che offrono servizi di base per la cittadinanza; nel territorio fiumicinese non emergono realtà artigianali di grande impatto economico.

Economia

Secondo Registroaziende.it nel comune di Fiumicino sono presenti 7.762 aziende di cui 1.751 società di capitali, con un fatturato complessivo di circa 7 miliardi di euro (7.048.411.946 €).

Economia

L'agricoltura e la zootecnia

Dal VI Censimento Nazionale dell’Agricoltura risulta che i comparti che contribuiscono maggiormente al valore della produzione agricola sono legati all’ortofrutta ed alla zootecnia.

Negli ultimi decenni si è osservata una contrazione del numero di aziende agro-zootecniche, mentre sono aumentati i livelli di specializzazione degli addetti e/o dei conduttori. La struttura produttiva e zootecnica, è per lo più organizzata attorno al nucleo familiare. Più della metà delle aziende hanno il conduttore anche proprietario dei terreni, fenomeno più marcato nei territori agricoli cerveterani che in quelli fiumicinesi.

Nel 91,3% delle aziende   di Fiumicino il conduttore è direttamente impegnato nell’azienda, a indicare l’uso di manodopera familiare, in linea con i dati nazionali e regionali.

Il numero di occupati nel settore agricolo e zootecnico a Fiumicino è stimato tra 600 e 800 persone, includendo:

  • Titolari e manodopera familiare
  • Dipendenti stagionali e fissi
  • Collaboratori per attività agrituristiche e trasformazione alimentare

Le Aziende agricole del territorio sono 391 e la superficie agricola utilizzata (SAU) è pari all’83,16% della Superfice Aziendale Totale (SAT),  un dato molto rilevante per un’area confinante con Roma Capitale.

Economia

È interessante notare come la maggior parte delle aziende è di piccole dimensioni: imprenditori individuali con coinvolgimento dei familiari. La superficie coltivata da ciascuna impresa raramente supera i 5 ha; spesso il reddito da attività imprenditoriale è secondario, talvolta derivante dall’eredità di un genitore.

Il settore zootecnico è un asse fondamentale dell’economia: nel solo Comune di Fiumicino sono allevati 14.719 capi bovini.

Per i dati puntuale sulla tipologia di allevamento e sul numero di capi, si veda il grafico seguente:

EconomiaAziende operative nel comune di Fiumicino (fonte ISTAT 2011) nel settore agricoltura, silvicoltura e pesca suddivise per numero di addetti.

Dato fermo: tra i settori di allevamento, quello bovino resta centrale per latte e carni; però mancano ancora attività locali di trasformazione.

Le attività agricole e zootecniche sono tra le principali cause principali di inquinamento delle acque, perdita di suoli e biodiversità; incidono anche sul benessere animale e sulla sicurezza della catena alimentare (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare – EFSA e direttiva 98/58/CE del Consiglio Europeo).

Se condotta adeguatamente, l’agro-zootecnia può essere presidio ambientale, ridurre l’inquinamento/degrado del suolo-acque, oltre a garantire produzione alimentare di qualità migliore.

Considerata l’importanza strategica che l’attività agricola riveste per il territorio, sarebbe auspicabile la creazione di un sistema capace di valorizzare il settore agricolo non solo nella funzione primaria – la produzione agricoltura – ma anche nello sviluppo di ulteriori funzioni di rilievo, quali: occupazionale, sociale, ambientale, paesaggistica, e legata alla produzione di servizi.

In questo contesto assumono oggi un ruolo centrale realtà come l’agriturismo e l’agri-didattica, che rappresentano strumenti chiave per integrare l’attività agricola con nuove opportunità di crescita e di servizio al territorio.

I prodotti tipici

La Carota di Fiumicino (Dancus carota – varietà Fiumicino) è un prodotto orticolo di eccellenza per cui nel gennaio 2020, è stato avviato l’iter di riconoscimento per il marchio di qualità di Indicazione Geografica Protetta (IGP) da parte Maccarese SpA, ARSIAL e Comune di Fiumicino.

Pur trattandosi di una specie dotata di buona adattabilità climatica, questa varietà predilige terreni sabbiosi e sciolti, tipici delle piane di bonifica del litorale laziale, in particolare dell’area di Maccarese, che rappresenta la sua zona di elezione per vocazione pedoclimatica.

Anche la viticoltura rappresenta un settore di rilievo, grazie a condizioni ambientali particolarmente favorevoli: la morfologia collinare digradante verso il mare e la costante ventilazione marina creano un microclima ideale per la coltivazione della vite. Sebbene meno nota rispetto ad altre aree vinicole della provincia di Roma, la produzione vitivinicola in queste zone vanta origini antichissime, risalenti all’epoca etrusca.

Fonti storiche e reperti archeologici testimoniano la diffusione dell’allevamento della vite già tra gli antichi abitanti dell’Etruria, i quali adottarono il sistema della “vite maritata”, ossia coltivata appoggiandola a sostegni naturali come gli alberi: pratica ancora oggi presente in molte aree del centro e sud Italia. Il vino era considerato un prodotto di valore culturale e simbolico, tanto che gli antichi romani ne ereditarono l’importanza. Il poeta Marziale lodava un vino “che non si smetterebbe mai di bere”, mentre Plinio il Vecchio, raccomandava i vini proveniente dalle vigne Etrusche situate tra Cerveteri e Tarquinia.

Il più recente riconoscimento è il vino a Indicazione Geografica Tipica (I.G.T.) “Costa Etrusca Romana” istituito con D.M. 20.09.2011 (pubblicato nella G.U. 239 del 13.10.2011). Si tratta di una denominazione che comprende una vasta gamma di tipologie vinicole e interessa l’intero territorio dei comuni di Cerveteri e Fiumicino.

Nella versione bianca, disponibile nelle varianti secco, abboccato, amabile e dolce, vengono utilizzate uve di Malvasia puntinata, Vermentino, Chardonnay, Fiano, oltre ad altri vitigni a bacca bianca tipici della Regione. Per ciascuna varietà principale, esistono vini monovitigno che portano il nome dell’uva utilizzata in almeno l’85% della composizione.

La versione rossa, esclusivamente secca, prevede l’impiego di Montepulciano, Sangiovese e Merlot e altre uve locali in quantità minori. Anche in questo caso, sono previste versioni monovitigno denominate secondo la varietà prevalente come Costa Etrusca Romana Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah o Sangiovese.

Agricoltura e allevamento con metodo biologico

La produzione (e il consumo) di alimenti biologici genera effetti positivi e significativi sulla salute umana e sull’ambiente. Le pratiche agricole biologiche contribuiscono infatti a ridurre l’impatto negativo su risorse fondamentali come acqua, aria, suolo e biodiversità, limitando al contempo i consumi idrici, energetici e di fertilizzanti chimici (Ciccarese L. e Silli V. in Spazio aperto, DOI 10.12910/EAI2015-060 “Agricoltura biologica, una scelta giusta per l’ambiente, la sicurezza alimentare e la salute?”).

In linea con le tendenze nazionali, il settore dell’agricoltura biologica ha conosciuto una crescita significativa anche nelle aree del CFCPER (Cluster di Filiera Cerealicoltura, Frutticoltura, Colture Proteiche e Erbacee da Rinnovo).

Alla fine del primo semestre 2018, si contavano oltre 4.700 ettari coltivato secondo metodo biologico, gestiti da più di 50 aziende agricole con un numero di operatori più che raddoppiato in meno di dieci anni.

Nonostante vi siano ancora margini di miglioramento, la superficie agricola biologica certificata rappresenta in media circa il 25% (a fronte del 22% della Regione Lazio).

Il Biodistretto Etrusco Romano si distingue in questo contesto, raccogliendo oltre il 20% della superficie biologica complessiva dell’area di riferimento e configurandosi come un punto cardine per lo sviluppo del biologico.

Il potenziale di crescita economica del comparto è elevato: oltre ai canali tradizionali (grande distribuzione, negozi specializzati, vendita diretta ed e-commerce), nuove opportunità si aprono nel settore della ristorazione privata e collettiva, comprese mense scolastiche e pubbliche, che possono assorbire una quota significativa della produzione.

Il Biodistretto Etrusco Romano e la “Rete Ecologica Regionale”

Le aziende agricole del Biodistretto Etrusco Romano svolgono un ruolo fondamentale non solo nella produzione alimentare sostenibile, ma anche nella tutela e del paesaggio agrario e naturale, contribuendo in maniera attiva alla conservazione delle connessioni ecologiche fondamentali per la biodiversità.

In particolare, queste aziende sostengono:

  • la protezione di serbatoi di naturalità, corridoi ecologici e vegetazione riparia;
  • la mobilità delle specie faunistiche e la permanenza delle formazioni vegetali autoctone;
  • il mantenimento di ambienti agricoli non intensivi, essenziali per l’equilibrio ecologico del territorio.

Grazie alla sinergia tra produzione biologica e tutela ambientale, il Biodistretto si integra pienamente nella Rete Ecologica Regionale, diventando un modello virtuoso di coesistenza tra attività agricola e conservazione della biodiversità.

 

Intervista a Massimiliano Mattiuzzo, Presidente del Biodistretto Etrusco Romano

 

Intervista a Claudio Caramadre, imprenditore agricolo socio del Biodistretto Etrusco Romano

 

Intervista ad Andrea Del Gallo, imprenditore agricolo socio del Biodistretto Etrusco Romano

 

Il turismo

Nonostante la forte predominanza turistica della Capitale – che da sola concentra circa l’80% delle presenze turistiche dell’intera Regione Lazio – il settore turistico rappresenta una voce economica di grande rilievo anche nei territori limitrofi, in particolare nell’area di Fiumicino.

Le numerose risorse naturali, il patrimonio archeologico di notevole interesse, la ricca offerta enogastronomica e le opportunità per gli appassionati di sport, rendono questi territori una meta turistica ad alto potenziale, capace di attrarre visitatori sia nazionali che internazionali.

Nel solo comune di Fiumicino, il numero di strutture ricettive è passato dalle 17 del 1997 a quasi 300 del 2018, con un incremento dei posti letto dai circa 1.000 a oltre 6.400 nello stesso periodo.

Turismo balneare

Il mare rappresenta un elemento strategico per l’economia del Comune di Fiumicino. La sua valorizzazione, tuttavia, richiede una gestione attenta e sostenibile in grado di coniugare la tutela ambientale e sociale con lo sviluppo delle attività economiche, in particolare quelle turistiche e ricreative.

Con 24 km di costa in gran parte liberamente accessibile, Fiumicino si posiziona tra le realtà più sviluppate nel Lazio per il turismo. In questo contesto, riveste un ruolo centrale l’attività degli stabilimenti balneari, affiancata da una significativa presenza di esercizi di ristorazione. Con 34 concessioni attive nel 2019, Fiumicino è il Comune con nil maggior numero di concessioni demaniali della Regione Lazio.

Nonostante l’importanza del settore balneare, la sua produttività è fortemente influenzata dalla stagionalità. Per superare questa criticità, le politiche regionali per lo sviluppo turistico del demanio marittimo hanno promosso azioni volte a incentivare la destagionalizzazione delle attività.

In particolare, sarà possibile autorizzare, durante tutto l’anno, l’utilizzo di strutture amovibili (come cabine, bungalow, etc.) e ampliare le cosiddette “attività accessorie” all’interno degli stabilimenti balneari. Oltre alla somministrazione di cibo e bevande, saranno consentite:

  • attività di intrattenimento musico-danzante;
  • vendita di giornali, libri e articoli da spiaggia;
  • esposizioni d’arte e iniziative culturali;
  • attività ludiche e legate al benessere;
  • attività nautiche e sportive non agonistiche;
  • noleggio di imbarcazioni e natanti (Piano regionale di utilizzazione delle aree del demanio marittimo per finalità turistiche e ricreative).

Questa nuova flessibilità imprenditoriale potrà generare un sensibile incremento dei ricavi legati al turismo balneare, contribuendo così alla crescita economica del territorio in una o9g8ca nd8 s9stenibilità e innovazione.

Turismo enogastronomico

Le forme di ospitalità come Bed & Breakfast e gli Agriturismo rappresentano un perfetto connubio tra filosofia del buon vivere e la riscoperta dell’identità e delle tradizioni locali. Nei Comune di Fiumicino queste attività sono ben rappresentate da oltre 150 esercizi ricettivi. Distribuiti principalmente nelle aree rurali.

Lo sviluppo turistico del territorio agricolo può costituire un importante motore economico per la popolazione locale, anche grazie al modello innovativo dell’ospitalità diffusa, che valorizza il tessuto urbano e rurale in modo sostenibile e inclusivo.

In questo contesto, il turismo enogastronomico emerge come una delle principali leve di sviluppo. Un esempio concreto è rappresentato dalla Strada dei Vini e dei Prodotti Tipici delle Terre Etrusco Romane, che testimonia la ricchezza e la varietà del patrimonio agroalimentare locale. Oltre ai vini di pregio e ortaggi d’eccellenza, il territorio vanta anche una tradizione zootecnica significativa con la presenza del Vitellone della Maremma, allevato nelle pianure di Fiumicino e nelle alture cerite.

Turismo culturale

La presenza di numerosi siti storico-archeologici, che spaziano dalla preistoria all’epoca etrusca e romana, fino alla storia più recente, conferisce al territorio di Fiumicino una forte vocazione per il turismo culturale e identitario.

Attualmente, queste aree sono frequentate soprattutto da un pubblico anziano e da un turismo giornaliero, condizionato dalla vicinanza con il grande polo attrattivo di Roma. Per valorizzare pienamente questo patrimonio e ampliare la platea dei visitatori, è fondamentale sviluppare un’offerta più competitiva e diversificata, capace di attrarre anche famiglie e giovani generazioni.

Le strategie di rilancio dovrebbero puntare su:

  • Circuiti tematici e territoriali;
  • Potenziamento delle infrastrutture di accoglienza e fruizione;
  • Iniziative di promozione integrata che valorizzino il legame tra cultura, territorio e identità.

Turismo verde

La straordinaria ricchezza di habitat naturali e aree protette fa del territorio di Fiumicino un contesto ideale per lo sviluppo del turismo verde (o green tourism), una forma di turismo sostenibile che accresce la consapevolezza ambientale e promuove la tutela degli ecosistemi locali.

Nel territorio di Fiumicino, fra le attività di particolare rilievo per il turismo verde, ci sono il Birdwatching (letteralmente osservazione degli uccelli) ed il cicloturismo. Attualmente queste attività attraggono prevalentemente un turismo giornaliero ma il potenzionamento delle infrastrutture dedicate (piste ciclabili, punti di osservazione naturalistica, aree attrezzate) e la progettazione di nuovi sevizi permetteranno di ampliare l’offerta, generando nuove opportunità economiche per il territorio.

Lo sviluppo del turismo verde deve essere concepito con l’obiettivo di promuovere un’offerta turistica sostenibile, capace di coniugare l’accoglienza con la tutela e la valorizzazione del territorio.
Questo approccio mira a integrare il turismo con il paesaggio naturale e rurale, sostenendo al contempo l’economia locale e contribuendo alla conservazione dell’ambiente, in linea con i principi dell’ecoturismo e della rigenerazione territoriale.

L’economia del territorio di Fiumicino

I territori pianeggianti del Comune di Fiumicino sono stati oggetto di bonifiche sia idrauliche e integrali tra il XIX e XX secolo; che li hanno trasformati in una piana attraversata da canali artificiali di poca profondità, idonei all’uso agricolo. La vocazione agricola delle zone collinari a nord risale ai tempi degli Etruschi e dei Romani.

In generale questi terreni costituivano latifondi di proprietà delle grandi famiglie della nobiltà romana sin dalla caduta dell’Impero.

A seguito della riforma agraria dell’Ente Maremma, negli anni Cinquanta del secolo scorso, parte dei latifondi è stata suddivisa in poderi agricoli di 10-15 ettari, dando l’avvio al popolamento delle località presenti in questo vasto territorio. Eccezione fanno l’area di Maccarese con la sua Azienda Maccarese (di proprietà dell’Istituto per la Ricostruzione Industriale dal 1929 al 1998, poi proprietà del Gruppo Benetton), i terreni di Torre in Pietra che dal 1926 sono stati inclusi nell’omonima Azienda (a tutt’oggi esistente, sebbene frazionata) e la tenuta agricola di Palidoro (di proprietà del Pio Istituto Santo Spirito).

La popolazione è aumentata significativamente dagli anni Sessanta, quando è stato costruito e messo in funzione l’Aeroporto Leonardo da Vinci e, parallelamente, si sono sviluppati insediamenti costieri a fini prevalentemente turistici. Il comparto edile è diventato l’elemento trainante dell’economia locale e rimane una delle voci principali.

Fatta eccezione dell’indotto aeroportuale, non si registrano nel territorio imprese pertinenti al comparto industriale; i settori principali sono agro-zootecnico, ittico, cantieristico nautico, turistico e artigianale. Tuttavia, l’artigianale è prevalentemente formato da piccole-medie imprese che offrono servizi di base per la cittadinanza; nel territorio fiumicinese non emergono realtà artigianali di grande impatto economico.

Economia

Secondo Registroaziende.it nel comune di Fiumicino sono presenti 7.762 aziende di cui 1.751 società di capitali, con un fatturato complessivo di circa 7 miliardi di euro (7.048.411.946 €).

Economia

L'agricoltura e la zootecnia

Dal VI Censimento Nazionale dell’Agricoltura risulta che i comparti che contribuiscono maggiormente al valore della produzione agricola sono legati all’ortofrutta ed alla zootecnia.

Negli ultimi decenni si è osservata una contrazione del numero di aziende agro-zootecniche, mentre sono aumentati i livelli di specializzazione degli addetti e/o dei conduttori. La struttura produttiva e zootecnica, è per lo più organizzata attorno al nucleo familiare. Più della metà delle aziende hanno il conduttore anche proprietario dei terreni, fenomeno più marcato nei territori agricoli cerveterani che in quelli fiumicinesi.

Nel 91,3% delle aziende   di Fiumicino il conduttore è direttamente impegnato nell’azienda, a indicare l’uso di manodopera familiare, in linea con i dati nazionali e regionali.

Il numero di occupati nel settore agricolo e zootecnico a Fiumicino è stimato tra 600 e 800 persone, includendo:

  • Titolari e manodopera familiare
  • Dipendenti stagionali e fissi
  • Collaboratori per attività agrituristiche e trasformazione alimentare

Le Aziende agricole del territorio sono 391 e la superficie agricola utilizzata (SAU) è pari all’83,16% della Superfice Aziendale Totale (SAT),  un dato molto rilevante per un’area confinante con Roma Capitale.

Economia

È interessante notare come la maggior parte delle aziende è di piccole dimensioni: imprenditori individuali con coinvolgimento dei familiari. La superficie coltivata da ciascuna impresa raramente supera i 5 ha; spesso il reddito da attività imprenditoriale è secondario, talvolta derivante dall’eredità di un genitore.

Il settore zootecnico è un asse fondamentale dell’economia: nel solo Comune di Fiumicino sono allevati 14.719 capi bovini.

Per i dati puntuale sulla tipologia di allevamento e sul numero di capi, si veda il grafico seguente:

EconomiaAziende operative nel comune di Fiumicino (fonte ISTAT 2011) nel settore agricoltura, silvicoltura e pesca suddivise per numero di addetti.

Dato fermo: tra i settori di allevamento, quello bovino resta centrale per latte e carni; però mancano ancora attività locali di trasformazione.

Le attività agricole e zootecniche sono tra le principali cause principali di inquinamento delle acque, perdita di suoli e biodiversità; incidono anche sul benessere animale e sulla sicurezza della catena alimentare (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare – EFSA e direttiva 98/58/CE del Consiglio Europeo).

Se condotta adeguatamente, l’agro-zootecnia può essere presidio ambientale, ridurre l’inquinamento/degrado del suolo-acque, oltre a garantire produzione alimentare di qualità migliore.

Considerata l’importanza strategica che l’attività agricola riveste per il territorio, sarebbe auspicabile la creazione di un sistema capace di valorizzare il settore agricolo non solo nella funzione primaria – la produzione agricoltura – ma anche nello sviluppo di ulteriori funzioni di rilievo, quali: occupazionale, sociale, ambientale, paesaggistica, e legata alla produzione di servizi.

In questo contesto assumono oggi un ruolo centrale realtà come l’agriturismo e l’agri-didattica, che rappresentano strumenti chiave per integrare l’attività agricola con nuove opportunità di crescita e di servizio al territorio.

I prodotti tipici

La Carota di Fiumicino (Dancus carota – varietà Fiumicino) è un prodotto orticolo di eccellenza per cui nel gennaio 2020, è stato avviato l’iter di riconoscimento per il marchio di qualità di Indicazione Geografica Protetta (IGP) da parte Maccarese SpA, ARSIAL e Comune di Fiumicino.

Pur trattandosi di una specie dotata di buona adattabilità climatica, questa varietà predilige terreni sabbiosi e sciolti, tipici delle piane di bonifica del litorale laziale, in particolare dell’area di Maccarese, che rappresenta la sua zona di elezione per vocazione pedoclimatica.

Anche la viticoltura rappresenta un settore di rilievo, grazie a condizioni ambientali particolarmente favorevoli: la morfologia collinare digradante verso il mare e la costante ventilazione marina creano un microclima ideale per la coltivazione della vite. Sebbene meno nota rispetto ad altre aree vinicole della provincia di Roma, la produzione vitivinicola in queste zone vanta origini antichissime, risalenti all’epoca etrusca.

Fonti storiche e reperti archeologici testimoniano la diffusione dell’allevamento della vite già tra gli antichi abitanti dell’Etruria, i quali adottarono il sistema della “vite maritata”, ossia coltivata appoggiandola a sostegni naturali come gli alberi: pratica ancora oggi presente in molte aree del centro e sud Italia. Il vino era considerato un prodotto di valore culturale e simbolico, tanto che gli antichi romani ne ereditarono l’importanza. Il poeta Marziale lodava un vino “che non si smetterebbe mai di bere”, mentre Plinio il Vecchio, raccomandava i vini proveniente dalle vigne Etrusche situate tra Cerveteri e Tarquinia.

Il più recente riconoscimento è il vino a Indicazione Geografica Tipica (I.G.T.) “Costa Etrusca Romana” istituito con D.M. 20.09.2011 (pubblicato nella G.U. 239 del 13.10.2011). Si tratta di una denominazione che comprende una vasta gamma di tipologie vinicole e interessa l’intero territorio dei comuni di Cerveteri e Fiumicino.

Nella versione bianca, disponibile nelle varianti secco, abboccato, amabile e dolce, vengono utilizzate uve di Malvasia puntinata, Vermentino, Chardonnay, Fiano, oltre ad altri vitigni a bacca bianca tipici della Regione. Per ciascuna varietà principale, esistono vini monovitigno che portano il nome dell’uva utilizzata in almeno l’85% della composizione.

La versione rossa, esclusivamente secca, prevede l’impiego di Montepulciano, Sangiovese e Merlot e altre uve locali in quantità minori. Anche in questo caso, sono previste versioni monovitigno denominate secondo la varietà prevalente come Costa Etrusca Romana Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah o Sangiovese.

Agricoltura e allevamento con metodo biologico

La produzione (e il consumo) di alimenti biologici genera effetti positivi e significativi sulla salute umana e sull’ambiente. Le pratiche agricole biologiche contribuiscono infatti a ridurre l’impatto negativo su risorse fondamentali come acqua, aria, suolo e biodiversità, limitando al contempo i consumi idrici, energetici e di fertilizzanti chimici (Ciccarese L. e Silli V. in Spazio aperto, DOI 10.12910/EAI2015-060 “Agricoltura biologica, una scelta giusta per l’ambiente, la sicurezza alimentare e la salute?”).

In linea con le tendenze nazionali, il settore dell’agricoltura biologica ha conosciuto una crescita significativa anche nelle aree del CFCPER (Cluster di Filiera Cerealicoltura, Frutticoltura, Colture Proteiche e Erbacee da Rinnovo).

Alla fine del primo semestre 2018, si contavano oltre 4.700 ettari coltivato secondo metodo biologico, gestiti da più di 50 aziende agricole con un numero di operatori più che raddoppiato in meno di dieci anni.

Nonostante vi siano ancora margini di miglioramento, la superficie agricola biologica certificata rappresenta in media circa il 25% (a fronte del 22% della Regione Lazio).

Il Biodistretto Etrusco Romano si distingue in questo contesto, raccogliendo oltre il 20% della superficie biologica complessiva dell’area di riferimento e configurandosi come un punto cardine per lo sviluppo del biologico.

Il potenziale di crescita economica del comparto è elevato: oltre ai canali tradizionali (grande distribuzione, negozi specializzati, vendita diretta ed e-commerce), nuove opportunità si aprono nel settore della ristorazione privata e collettiva, comprese mense scolastiche e pubbliche, che possono assorbire una quota significativa della produzione.

Il Biodistretto Etrusco Romano e la “Rete Ecologica Regionale”

Le aziende agricole del Biodistretto Etrusco Romano svolgono un ruolo fondamentale non solo nella produzione alimentare sostenibile, ma anche nella tutela e del paesaggio agrario e naturale, contribuendo in maniera attiva alla conservazione delle connessioni ecologiche fondamentali per la biodiversità.

In particolare, queste aziende sostengono:

  • la protezione di serbatoi di naturalità, corridoi ecologici e vegetazione riparia;
  • la mobilità delle specie faunistiche e la permanenza delle formazioni vegetali autoctone;
  • il mantenimento di ambienti agricoli non intensivi, essenziali per l’equilibrio ecologico del territorio.

Grazie alla sinergia tra produzione biologica e tutela ambientale, il Biodistretto si integra pienamente nella Rete Ecologica Regionale, diventando un modello virtuoso di coesistenza tra attività agricola e conservazione della biodiversità.

 

Intervista a Massimiliano Mattiuzzo, Presidente del Biodistretto Etrusco Romano

 

Intervista a Claudio Caramadre, imprenditore agricolo socio del Biodistretto Etrusco Romano

 

Intervista ad Andrea Del Gallo, imprenditore agricolo socio del Biodistretto Etrusco Romano

 

Il turismo

Nonostante la forte predominanza turistica della Capitale – che da sola concentra circa l’80% delle presenze turistiche dell’intera Regione Lazio – il settore turistico rappresenta una voce economica di grande rilievo anche nei territori limitrofi, in particolare nell’area di Fiumicino.

Le numerose risorse naturali, il patrimonio archeologico di notevole interesse, la ricca offerta enogastronomica e le opportunità per gli appassionati di sport, rendono questi territori una meta turistica ad alto potenziale, capace di attrarre visitatori sia nazionali che internazionali.

Nel solo comune di Fiumicino, il numero di strutture ricettive è passato dalle 17 del 1997 a quasi 300 del 2018, con un incremento dei posti letto dai circa 1.000 a oltre 6.400 nello stesso periodo.

Turismo balneare

Il mare rappresenta un elemento strategico per l’economia del Comune di Fiumicino. La sua valorizzazione, tuttavia, richiede una gestione attenta e sostenibile in grado di coniugare la tutela ambientale e sociale con lo sviluppo delle attività economiche, in particolare quelle turistiche e ricreative.

Con 24 km di costa in gran parte liberamente accessibile, Fiumicino si posiziona tra le realtà più sviluppate nel Lazio per il turismo. In questo contesto, riveste un ruolo centrale l’attività degli stabilimenti balneari, affiancata da una significativa presenza di esercizi di ristorazione. Con 34 concessioni attive nel 2019, Fiumicino è il Comune con nil maggior numero di concessioni demaniali della Regione Lazio.

Nonostante l’importanza del settore balneare, la sua produttività è fortemente influenzata dalla stagionalità. Per superare questa criticità, le politiche regionali per lo sviluppo turistico del demanio marittimo hanno promosso azioni volte a incentivare la destagionalizzazione delle attività.

In particolare, sarà possibile autorizzare, durante tutto l’anno, l’utilizzo di strutture amovibili (come cabine, bungalow, etc.) e ampliare le cosiddette “attività accessorie” all’interno degli stabilimenti balneari. Oltre alla somministrazione di cibo e bevande, saranno consentite:

  • attività di intrattenimento musico-danzante;
  • vendita di giornali, libri e articoli da spiaggia;
  • esposizioni d’arte e iniziative culturali;
  • attività ludiche e legate al benessere;
  • attività nautiche e sportive non agonistiche;
  • noleggio di imbarcazioni e natanti (Piano regionale di utilizzazione delle aree del demanio marittimo per finalità turistiche e ricreative).

Questa nuova flessibilità imprenditoriale potrà generare un sensibile incremento dei ricavi legati al turismo balneare, contribuendo così alla crescita economica del territorio in una o9g8ca nd8 s9stenibilità e innovazione.

Turismo enogastronomico

Le forme di ospitalità come Bed & Breakfast e gli Agriturismo rappresentano un perfetto connubio tra filosofia del buon vivere e la riscoperta dell’identità e delle tradizioni locali. Nei Comune di Fiumicino queste attività sono ben rappresentate da oltre 150 esercizi ricettivi. Distribuiti principalmente nelle aree rurali.

Lo sviluppo turistico del territorio agricolo può costituire un importante motore economico per la popolazione locale, anche grazie al modello innovativo dell’ospitalità diffusa, che valorizza il tessuto urbano e rurale in modo sostenibile e inclusivo.

In questo contesto, il turismo enogastronomico emerge come una delle principali leve di sviluppo. Un esempio concreto è rappresentato dalla Strada dei Vini e dei Prodotti Tipici delle Terre Etrusco Romane, che testimonia la ricchezza e la varietà del patrimonio agroalimentare locale. Oltre ai vini di pregio e ortaggi d’eccellenza, il territorio vanta anche una tradizione zootecnica significativa con la presenza del Vitellone della Maremma, allevato nelle pianure di Fiumicino e nelle alture cerite.

Turismo culturale

La presenza di numerosi siti storico-archeologici, che spaziano dalla preistoria all’epoca etrusca e romana, fino alla storia più recente, conferisce al territorio di Fiumicino una forte vocazione per il turismo culturale e identitario.

Attualmente, queste aree sono frequentate soprattutto da un pubblico anziano e da un turismo giornaliero, condizionato dalla vicinanza con il grande polo attrattivo di Roma. Per valorizzare pienamente questo patrimonio e ampliare la platea dei visitatori, è fondamentale sviluppare un’offerta più competitiva e diversificata, capace di attrarre anche famiglie e giovani generazioni.

Le strategie di rilancio dovrebbero puntare su:

  • Circuiti tematici e territoriali;
  • Potenziamento delle infrastrutture di accoglienza e fruizione;
  • Iniziative di promozione integrata che valorizzino il legame tra cultura, territorio e identità.

Turismo verde

La straordinaria ricchezza di habitat naturali e aree protette fa del territorio di Fiumicino un contesto ideale per lo sviluppo del turismo verde (o green tourism), una forma di turismo sostenibile che accresce la consapevolezza ambientale e promuove la tutela degli ecosistemi locali.

Nel territorio di Fiumicino, fra le attività di particolare rilievo per il turismo verde, ci sono il Birdwatching (letteralmente osservazione degli uccelli) ed il cicloturismo. Attualmente queste attività attraggono prevalentemente un turismo giornaliero ma il potenzionamento delle infrastrutture dedicate (piste ciclabili, punti di osservazione naturalistica, aree attrezzate) e la progettazione di nuovi sevizi permetteranno di ampliare l’offerta, generando nuove opportunità economiche per il territorio.

Lo sviluppo del turismo verde deve essere concepito con l’obiettivo di promuovere un’offerta turistica sostenibile, capace di coniugare l’accoglienza con la tutela e la valorizzazione del territorio.
Questo approccio mira a integrare il turismo con il paesaggio naturale e rurale, sostenendo al contempo l’economia locale e contribuendo alla conservazione dell’ambiente, in linea con i principi dell’ecoturismo e della rigenerazione territoriale.